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In questi giorni ho avuto più colloqui, personali e telefonici, con tutto lo staff della Direzione Relazioni Sindacali di Banca Etruria. Devo dire che sono rimasto molto sorpreso dalle risposte che ho avuto sulla problematica delle visite mediche a voi già nota.
In particolare mi è stato ufficializzato che ABI ha dato disposizione di riconoscere i permessi per malattia solo in presenza di inabilità imprevista che non consenta la normale prosecuzione dell'attività lavorativa nell'arco della giornata. Pertanto in tutti gli altri casi si dovrebbe continuare ad attingere alla banca ore o ai permessi ex art. 56.
Ho avuto la netta sensazione di essere di fronte ad un atteggiamento pretestuoso e alquanto irriguardoso nei confronti di noi dipendenti.
A mio parere la norma è invece chiara, sia nei contenuti che nelle tipologie e non lascia dubbi sulla sua applicazione:
"nel caso in cui l'assenza per malattia abbia luogo per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l'assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione".
Mi chiedo quindi perché si debba ricorrere sistematicamente al giudice per vedere applicato in modo corretto un dettato di legge.
Non sarebbe preferibile mettersi intorno ad un tavolo e cercare tranquillamente un accordo con soddisfazione di tutti, anzichè alterare la realtà? E' questa la pace sociale che vogliono le aziende?
Nell'attesa comunque che l'Azienda si chiarisca le idee, ho confermato per iscritto alla nostra Direzione del personale la posizione ferma e chiara di questa segreteria, disponibile sia ad incontrarsi per una soluzione pacifica che ad adire le vie legali, se costretta.
Ovviamente ho anche informato uno dei nostri segretari nazionali, Dott. Palladino, affinchè si faccia anche lui portatore delle nostre istanze presso ABI.
Questo è quanto sta avvenendo in Banca Etruria, ma sarei grato a tutti i membri del direttivo provinciale, da me a suo tempo contattati, affinchè mi aggiornino sulla evoluzione di questa situazione nei loro istituti.
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De Rosa Luciano |
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